
trimestrale
di informazione culturale
Archeoclub d'Italia - sede di Venezia
Anno
IV, n. 1/2, giugno 1994
TORCELLO
In un paesaggio di grande suggestione, Torcello, più di qualsiasi altro luogo in laguna, conserva le testimonianze della nascita dei primi insediamenti lagunari.Frequentata già in epoca romana e preromana, come testimoniato da scavi recenti, ma sviluppatasi soprattutto con le invasioni barbariche (quale rifugio per i profughi della romana Altino), la città conobbe il periodo di sua maggiore floridezza nell'Alto Medioevo, grazie alle molte attività commerciali legate soprattutto alla navigazione ed alla produzione del sale.
Per più di mille anni sede vescovile, fu, con Burano e Mazzorbo e con altre isole vicine oggi scomparse, uno dei centri più popolosi nella laguna. Fino alla meta del XV secolo, si contavano nell'isola una decina di parrocchie, numerosi monasteri, chiese e palazzi.
Ma con lo sviluppo di Rivo Alto, I'attuale Venezia, e con l'esodo delle attività economiche, iniziò una lenta ed inarrestabile decadenza.
Successivi impaludamenti della laguna circostante che compromisero la salubrità dell'aria e le soppressioni dei monasteri in epoca napoleonica condussero progressivamente ad uno spopolamento quasi totale di Torcello che oggi conta poche decine di abitanti.
I monumenti superstiti però rievocano con forza il glorioso passato: la Basilica di Santa Maria Assunta con i suoi celebri mosaici e la vicina chiesa di Santa Fosca, caratteristica costruzione veneto-bizantina, sono meta di visitatori che giungono da ogni parte del mondo
Il MuseoOggetti d'arte e materiali archeologici di notevole interesse sono conservati anche nel Museo di Torcello, ingiustamente poco conosciuto.
Di proprietà dell'Amministrazione Provinciale di Venezia, esso è
suddiviso in due sezioni distinte: la "Sezione Medioevale e moderna", ospitata
nel Palazzo del Consiglio, e la "Sezione Archeologica" con sede nel Palazzo
dell'Archivio.
La prima, tra i numerosi oggetti esposti, presenta molti materiali della vicina Basilica: diversi frammenti dei mosaici tolti d'opera in occasione dei restauri ottocenteschi ed una preziosissima pala d'argento dorato risalente alla prima metà del Xlll secolo; e inoltre una serie di frammenti decorativi marmorei provenienti da edifici civili ed ecclesiastici scomparsi (plutei, patere, capitelli, ecc.) di epoca compresa fra il Vl ed il Xll secolo; dipinti e statue lignee provenienti dalle antiche chiese torcellane ed inoltre armi, ceramiche ed altri reperti di provenienza lagunare.
Alla Sezione Archeologica, recentemente restaurata e riallestita, sono dedicate le pagine seguenti di questo numero di "ArcheoVenezia" La Sezione è aperta al pubblico grazie ad alcuni Soci dell'Archeoclub, che sono presenti quali volontari, con il seguente orario:
LA SEZIONE ARCHEOLOGICA
Fondata nel 1877 con la denominazione di "Museo
dell'Estuario" ed ospitata nel Palazzo dell'Archivio, che C.A. Levi acquistò,
restaurò e poi donò con le raccolte alla Provincia, la Sezione, assieme ad altri
materiali di varia provenienza, quali ad esempio una serie di statuette egizie, espone
reperti provenienti dall'area veneta e dal territorio lagunare, coprendo un arco
cronologico che va dal Paleolitico alla tarda romanità.
Tra i materiali più antichi (prima vetrina) vi sono alcune asce in pietra levigata attribuibili al Neolitico (IV-III millennio a.C.), ritrovate nel corso degli scavi per la ricostruzione del Fondaco dei Turchi a Venezia, e armi dell'età del bronzo; di particolare interesse sono quattro vasi micenei che, qualora fosse certo il loro ritrovamento in laguna, confermerebbero l'esistenza di commerci in tale età nell'alto Adriatico.
Ceramiche greche, alcune provenienti con molte probabilità da Adria, sono esposte nella seconda e terza vetrina: vasi attici a figure nere (Vl sec. a.C.) e a figure rosse (V-IV sec. a.C.), tra cui, particolarmente belle, una piccola "hydria" raffigurante tre fanciulle vestite di peplo ed una "pelike" con scena dionisiaca.
Della classicità greca troviamo anche alcune sculture, addossate alla parete di fondo, che probabilmente sono giunte in laguna nell'ambito del collezionismo per secoli esercitato dalla nobiltà veneziana.
Nella quarta e quinta vetrina sono raccolti
materiali etruschi e paleoveneti, provenienti in parte da Altino, che testimoniano la
presenza di un fiorente insediamento paleoveneto nel territorio altinate con movimenti
commerciali endolagunari lungo la fascia costiera adriatica.
Tra gli oggetti vi sono molte piccole statuine in bronzo (guerrieri, cavallini, offerenti, animali), ex voto comuni nei luoghi di culto paleoveneti, ed un originale bronzetto raffigurante un suonatore di siringa, ritrovato nel 1880 a S. Pieretto di Torcello.
Altri oggetti preromani sono esposti nella sesta vetrina che presenta vasi in ceramica di produzione italiota.
Nella settima vetrina sono invece raccolti alcuni bronzetti ed alcune ceramiche di destinazione votiva di età ellenistica e romana, tra cui alcune statuine di Minerva e di Venere di provenienza presumibilmente dell'area veneta.
Oggetti di età romana di uso comune sono esposti nell'ottava e nella nona vetrina.
Tra le ceramiche vi sono numerose lucerne usate quotidianamente per
l'illuminazione ed anche spesso presenti nei corredi funerari, e inoltre coppe, ampolle e
vasi per bere tra cui un "rython" (vaso a forma di corno) in ceramica
invetriata. Una coppa, rinvenuta a Torcello, riporta il nome di un noto vasaio, Clemens,
operante tra la fine del I sec. d.C. e l'inizio del II d.C. probabilmente ad Aquileia.
Tra gli oggetti in bronzo vi sono suppellettili da mensa, chiavi, pesi ed oggetti da toilette e di ornamento (fibule, anelli, pendagli).
Questi oggetti, che documentano i diversi aspetti della vita quotidiana, poichè in gran parte trovati a Venezia, Torcello e in altre isole, portano alla consapevolezza di un popolamento della laguna in età romana, la cui articolazione dovrà essere meglio precisata in futuro, in base ai risultati di scavi e ricerche recenti e tuttora in corso.![]() |
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Stele funerarie di età romana (1-11 sec. d.C.) provenienti in massima parte dal territorio altinate sono esposte lungo la parete di sinistra, mentre alla parete destra sono addossate varie sculture romane, per lo più ritratti.
Vi sono anche alcuni interessanti frammenti di affreschi, che costituiscono una significativa testimonianza della qualità della pittura parietale romana, ed infine una collezione di gemme e cammei.
Usciti dalla sala superiore, si può ridiscendere
alla loggia del piano terra dove sono state sistemate altre sculture ed iscrizioni romane
in massima parte rinvenute a Torcello: materiali di edilizia monumentale (segmenti di
trabeazioni, capitelli, ecc.) e monumenti funerari caratteristici dell'area altinate.
Infine, ad unire le due sezioni museali di Torcello, vanno segnalate, nella suggestiva piazzetta, molte "pietre" antiche, sparse nel prato, probabilmente trasportate in epoca medioevale dalla vicina Altino.
Una visita ad Altino (al Museo archeologico ed agli scavi) può essere l'ideale collegamento ed approfondimento di un discorso sulle "origini" di Venezia.
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ARCHEOVENEZIA
Trimestrale di informazione culturale A cura deIl'Archeoclub d'ltalia sede di Venezia
Pubblicazione riservata ai Soci dell'Archeoclub
Sede: 30121 VENEZIA Cannaregio 1376 A tel. 715365-722064-613846
Anno IV, n. 1-2, giugno 1994
Aut. Tribunale di Venezia n. 1050 del 25/2/1991
Tiratura di questo numero copie 10000
Stampa: Tipografia Luigi Salvagno - Venezia
Direttore Responsabile: Donato Belgioioso
Direttore: Gerolamo Fazzini