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trimestrale di informazione culturale
Archeoclub d'Italia - sede di Venezia

Anno VII, n. 2-3, giugno 1997

 

Il Parco Archeologico Urbano Marittimo
delle Fortificazioni Militari del Porto di Lido

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Convegno "Un futuro per le antiche fortificazioni"

La Piazza Forte Militare Marittima a Forti Staccati della Laguna di Venezia (1797-1945/60-70), in quanto Bene Ambientale e Architettonico può assumere nuovo significato nell'attuale sistema urbano lagunare. Come sito archeologico, archeologia del costruito e in quanto testimonianza storica e architettonica, ha un senso alla luce di molteplici intrecci disciplinari per la vita futura della città e dell'intera laguna.

L'avanzamento culturale, le posizioni politiche, amministrative e gestionali, la domanda sociale locale, nazionale ed internazionale, per un turismo culturale, in tema di salvaguardia, tutela e conservazione del territorio storico e ambientale, del paesaggio, dei centri storici, dei sistemi insediativi e dei singoli manufatti edili, architettonici e delle opere d'arte, unitamente alla particolare situazione geostorica singolarissima, hanno richiesto e prodotto nel tempo altrettanto singolarissime tipomorfologie insediative. Ciò ha posto dal dopoguerra - e con maggiore intensità dalla mareggiata del 4 novembre 1966 - all'attenzione nazionale e del mondo intero, il problema della "conservazione" della Laguna di Venezia.

E con la conservazione, il problema del suo recupero funzionale e del riuso, nella sua totalità e nelle sue singole parti e sistemi.

Entro questo problema generale, problema particolare ma fondamentale per la vita della comunità lagunare, non meno che per la salvaguardia dei Beni Ambientali e Architettonici, è quello della conservazione, del restauro - ambientale e architettonico - e del recupero e riuso a fini civili del sistema delle fortificazioni militari lagunari. Problema che coincide - per ragioni storiche e topografiche - con il problema del recupero delle Isole Abbandonate della Laguna di Venezia; e in esse con il tema del "giardino".

La Repubblica Veneta cade 200 anni fa, il 12 maggio 1797 ed è occupata dalle truppe napoleoniche che, con tripudio di popolo, piantano l'albero della libertà in Piazza S. Marco, si affrettano a predare ogni tipo di beni e di opere d'arte asportabili a partire dai cavalli della Basilica di S. Marco e a distruggere - per quanto è loro possibile - I'Arsenale. Più come simbolo della Repubblica che per ragioni di sicurezza militare!

Con il Trattato di Campoformido del 17 ottobre 1797, Venezia viene ceduta all'Austria e il 18 gennaio 1798 le truppe austriache occupano la città.

Il risultato concreto del processo storico che ne è seguito, che bisogna pure aver a mente per capire la storia dello sconvolgimento territoriale e ambientale che con esso è avvenuto, è stato, dal 1797 al 1946, la totale militarizzazione della Laguna, con l'istituzione in essa e la sua trasformazione in Piazza forte Marittima a Forti Staccati, con comandi militari all'Arsenale, a S. Giorgio e a Forte Marghera, e Caserme in ogni Convento soppresso della Città. Si tratta della più grande piazzaforte militare che l'Italia abbia mai avuto, assieme al quadrilatero di Verona-Peschiera e alla piazzaforte di Roma.

Piazzatorte con una superficie di oltre 580 kmq., distesa sui lidi, sui bacini lagunari e nell'immediato entroterra; costruita per successivi ampliamenti e potenziamenti, seguendo l'evoluzione delle politiche territoriali e belliche degli stati europei e l'evolversi delle tecniche offensive e difensive terrestri, navali e dell'artiglieria.

La fase "moderna" delle difese militari portuali veneziane, a partire dal 1797, vede il potenziamento progressivo di tutto il sistema difensivo attorno al bacino lagunare, con la trasformazione in polveriere fortificate di quasi tutte le isole già conventuali, fino a raggiungere alla fine del 1945, poco meno di un centinaio di punti fortificati e presidiati.

Da uno studio della Direzione Territoriale di Artiglieria di Venezia del 1881, pubblicato nel 1972, risultavano esserci in Lagana sessanta punti fortificati tra depositi e polveriere, forti antichi e di nuova costruzione, fortini, ottagoni, batterie d'artiglieria, torri telemetriche e terrapieni ed altre opere accessorie stabili e temporanee, in muratura, palificate o in terrapieno, sessanta presidi difensivi, di cui 28 fronte a mare e 22 fronte a terra per complessive 767 bocche da fuoco; escluso Forte Marghera e i forti di terraferma.

Per quanto ne rimane e per quanto le opere difensive sono conoscibili attraverso la copiosa documentazione

d'archivio, in quanto Beni Ambientali e Architettonici, per significato storico, ambientale e paesaggistico e per essere un possibile museo vivente di architettura militare e di tecniche costruttive e difensive: siti archeologici e archeologia del costruttivo, esse sono meritevoli di un restauro, recupero e riuso generalizzato.

Essi costituiscono nel loro insieme, per il carattere urbano di sistema, e per il sistema delle isole lagunari, da sempre, parte e strumento fondamentale, non solo architettonico-urbano, ma anche fisico ed idraulico per la Conservazione della Morfologia Lagunare.

Oltre a ciò, sono tutelate nei loro caratteri di BB.AA. e AA. dalle successive Leggi Speciali per la Salvaguardia di Venezia, quando non siano singolarmente vincolate.

Appare doverosa, da parte delle lstituzioni, I'opera di "ricomposizione" organica del sistema difensivo e delle singole opere sopra citate in quanto Beni Ambientali e Architettonici ed esempi di archeologia militare; singolarissime ed esemplari sotto il profilo dell'architettura militare, oggi in uno stato di degrado e ruderizzazione galoppante.

Oltre a questo dovere, di tutela "culturale", altre ragioni consigliano la attivazione del "Parco" proposto, anche in ragione della sua vicinanza al C.S., di cui peraltro questo ex sistema difensivo - ora sistema archeologicoambientale - è parte integrante.

Il carattere precipuo che il Parco Archeologico Urbano Nautico può svolgere nel contesto urbano lagunare, nella vasta area a nord-est della città e dell'Arsenale, sul porto di Lido, tra il Canale di S. Felice e il Canale Bisatto, intorno alle isole di Certosa-VignoleS. Erasmo, è quello di un "itinerario lagunare" nautico-terrestre di lungo percorso e di ampio respiro, con fini di impiego del tempo libero: ludici, culturali e naturalistici; percorso e itinerario alternativo a quelli che ormai per tutto l'anno invadono il centro storico e l'area marciana, di cui da anni ormai le amministrazioni sono alla ricerca. Che si esauriscono, per quanto riguarda la Laguna, al percorso Murano-Burano-Torcello, i cui esiti di affollamento e di basso mercantilismo sono noti a tutti.

- L'itinerario del Parco offre certamente un intenso godimento estetico per quanto riguarda la percorrenza per via d'acqua da punto a punto, ed una gratificante informazione culturale per quanto riguarda la sosta e la visita ai singoli edifici e al loro intorno, costituenti le fortificazioni militari. Opportunatamente restaurate e dotate dei necessari servizi, a cui ben si prestano per la loro collocazione ambientale, offrono - uno diverso dall'altro -un'ampia varietà e singolarità di esempi tipomorfologici di architettura militare tra il XIV e il XX secolo.

- Il turismo culturale giovanile scolastico, e più in generale il turismo giornaliero o di passo, trovano in questo itinerario di visita una occasione di svago e di apprendimento su una parte della città di Venezia: la laguna, che di solito è tagliata fuori dall'usuale quadro conoscitivo. Può offrire anche migliori condizioni ambientali e più idonee conoscenze alla vitalità e alla preparazione scolastica di gruppi giovanili numerosi (le gite scolastiche), che non la visita coatta a musei e mostre cittadine, faticosissime, poco produttive e mal accette da chi è in giovane età; la cui presenza èdi disturbo per chi è invece motivato ai percorsi museali specializzati.

- Il turismo stanziale culturale, di breve e media durata, più colto e meditativo, costituito da gruppi non molto numerosi e fortemente motivati può trovare presso i siti elencati, opportunamente dotati e attrezzati a questo scopo, ragioni di una sosta prolungata, profittando e della amenità dei luoghi e della vicinanza al C.S. e ai litorali. Si può pensare a gruppi di studiosi e/o di studenti di università italiane e straniere che intendano svolgere un periodo di soggiorno (7 - 30 giorni) in Laguna piuttosto che in città, per convegni o seminari o per semplice riposo; profittando della tranquillità e comodità dei mezzi di trasporto rispetto a quelli di terraferma, ferroviari o automobilistici.

- I Veneziani, amanti della navigazione lagunare e della piccola nautica, della pesca e del paesaggio - si sa ormai con quale domanda e dimensione del fenomeno - possono trovare nei predetti luoghi attrezzati, quei punti di sosta confortevoli che tanto necessitano in una attività ludica di questo tipo. Ogni punto di sosta potrà essere attrezzato con i servizi usuali di assistenza e di eventuale ricovero e manutenzione per la piccola nautica; forse anche appoggiata alle numerose associazioni che già praticano in Laguna questo tipo di sport.

 


SCHEDE

Il Parco Archeologico Urbano Marittimo delle Fortificazioni Militari del Porto di Lido - nella Laguna nord -storicamente riconosciuto e istituito per la cultura e il tempo libero, acquista particolare significato rispetto al Centro Storico, e alla luce delle precedenti argomentazioni, negli intrecci disciplinari tra ricerca archeologica, architettura, progetto e nuova residenzialità.

Nei diversi sistemi difensivi ed offensivi in cui era organizzata la Piazza Forte lagunare, necessariamente, per ragioni della sua morfologia a Forti Staccati: Bocche di Porto, Litorali, Bacini interni, Gronda Lagunare e immediata terraferma, è identificabile secondo una sua precisa identità il Sistema Difensivo del Porto di Lido, il quale era composto da:

i Due Castelli:

1) Forte S. Andrea e
2) Forte S. Nicolò

3) Forte di Treporti

il sistema difensivo di S. Erasmo:

4) Forte o Torre Massimiliano
5) Batteria S. Erasmo
6) Ridotto S. Erasmo, Nuovo e Vecchio
7) Testa di Ponte di S. Erasmo con le opere difensive all'imboccatura del Canale di S. Erasmo
8) Ex Lazzaretto Nuovo, adibito a polveriera

Completavano il sistema difensivo altre opere accessorie più o meno recenti quali: le polveriere alle Vignole, casermette, torri telemetriche (in sostituzione della Batteria e Ridotto a S. Erasmo e a S. Nicolò), batterie costiere più recenti a S. Nicolò: Batteria Bragadin - 1907; lungo il litorale del Cavallino, la cui opera maggiore era la Batteria Amalfi (1915) armata con una torre blindata da 381/40.

Il sistema difensivo era completato verso nord-est, verso il sile e il Piave, con il Forte di Crevan, il Forte di Mazzorbo e le estreme Batterie di Laguna: Buel del Lovo, e quella di Monte dell'Oro, Penigo, Pieretto e S. Antonio, ora distrutte.

1) FORTE DI S. ANDREA ALLE VIGNOLE

Denominato Castel Nuovo, costituisce assieme al Castelvecchio, che gli sta di fronte, uno dei sistemi difensivi più antichi che da sempre hanno presidiato l'ingresso alla città dal mare.sandrea.jpg (23277 bytes)

Nel 1401 in uno scanno sabbioso di fronte a S. Nicolò del Lido viene costruito un "castrum" entro una palificata perimetrale. Tra il XV e il XVI secolo, quando si decide il potenziamento del sistema fortificatorio veneziano, viene chiesto il parere di M. Sanmicheli circa il rifacimento dei Due Castelli. Sarà sempre lo stesso a progettare tra il 1543-49 il Forte S. Andrea nella sua forma attuale con mastio centrale sopraelevato e due ali laterali munite di cannoniere a pelo d'acqua. È del 1646-50 il rivellino posteriore verso le Vignole.

Grazie alla fama del suo autore ha sempre polarizzato l'attenzione del pubblico e degli studiosi a scapito delle altre fortificazioni lagunari, di non minore importanza architettonica; già molto degradato a causa del moto delle maree è l'unico Forte ad essere stato recentemente restaurato e aspetta di essere inserito in un circuito di visite che coinvolga anche l'isola della Certosa in cui è previsto da cinquant'anni un grande parco urbano.

2) FORTE DI S. NICOLÒ DI LIDO Situato all'estremità nord del Lido di Venezia è il Forte - in Laguna - più antico (da cui Castelvecchio) e maggiore per dimensioni. Assieme al Castel Nuovo costituiva il sistema difensivo dei Due Castelli.

Già esistente nel XII secolo, rinnovato all'inizio del XVI secolo, si presenta come una estesa cinta fortificata (1570-74) tenagliata verso il mare e verso il Lido.snicolo.gif (18995 bytes)

Al suo interno esistono alcuni insigni edifici storici:

- la caserma dei "Fanti da Mar" della Repubblica Veneta (1591-95) edificio a pianta rettangolare, porticato all'interno e organizzato attorno a un cortile;

- il palazzo dei "Dieci Savi" a pianta quadrata e tripartita di recente restaurato e in attesa di destinazione;

- il Ridotto Austriaco (1946-48 / 1850-56) a pianta quadrata con cortile centrale e cisterna, situato entro un muro quadrato un tempo munito di terrapieni. Attualmente il ridotto è molto degradato, in stato di abbandono e ricoperto da vegetazione spontanea;

- le Batterie del 1880-90 e dei primi del '900.

Tutto il Forte, ora adibito a usi militari, potrebbe costituire un parco urbano di notevole bellezza e un luogo in cui localizzare edifici per soggiorni a breve termine. Costituisce, assieme al centro civile marciano, a Rialto e all'Arsenale, il quarto polo, centro del potere della Repubblica Veneta.

3) FORTE Dl TRE PORTI

Costruito in epoca molto più recente rispetto ai Due Castelli, (circa 1846-48 / 1850-56) si trova di fronte a Forte S. Nicolò oltre la bocca di Porto di Lido e ai Forti di S. Erasmo. Prima dell'interramento dell'antistante spiaggia si trovava direttamente tra mare e laguna.treporti.gif (18602 bytes) Di notevoli dimensioni è una fortificazione permanente a pianta lunettata, fronte arcuato e ampio cortile interno, protetto da terrapieni, oggi spianati, e da un fossato in comunicazione con la laguna.

All'interno è dotato di un torrione centrale e di tre capponiere su una delle quali è costruita una torre telemetrica. Nella casamatta che costituisce il ridotto a due piani si trovano le 18 postazioni di artiglieria mentre nell'ingresso vi sono alcuni resti di un interessante sistema di regolazione del flusso delle acque lagunari.

Attualmente il Forte è molto degradato ed abitato abusivamente.

L'ipotesi di riuso può prevedere un servizio di visite e un piccolo museo, mentre la torre telemetrica potrebbe servire come osservatorio lagunare e la darsena come luogo di attracco.

 

 

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4) TORRE MASSIMILIANO

(1811-14/1843-44, la Torre) sulla punta sud-est dell'isola di s. Erasmo, un tempo prospiciente il mare aperto in continuità dei lidi è serasmo.gif (19826 bytes)opera singolarissima a forma di torre circolare, e 5-6-7) LA BATTERIA S. ERASMO (1859-64), insieme ai RlDOTTI Dl S. ERASMO, VECCHIO E NUOVO (1811-14/1832-33) ed alla scomparsa TESTA DI PONTE DI S. ERASMO costituivano una serie di opere difensive che avevano lo scopo di coprire tutto il Lido di S. Erasmo (ora interno alla Laguna) e con esso l'ingresso al porto di Lido, con un sistema integrato agli altri Forti descritti.

La Torre Massimiliano, costruita dagli austriaci sul sedime di una precedente fortificazione napoleonica, insiste entro un'opera poligonale bastionata in terra, circondata da un fossato ora in parte interrato, che riceve acqua da un canale-darsena direttamente sulla laguna. L'opera a due piani ha una serie  di cannoniere al primo piano ed era armata con una batteria di cannoni sul terrapieno di copertura, rotanti a giro fmassimi.jpg (28024 bytes)di orizzonte in una speciale rotaia.

Interpreta il tipo delle antiche torri Martello costruite in Inghilterra sulla Manica ed è conforme al progetto dell'arciduca Massimiliano Giuseppe di Austria Este (1782-1863) che ricoprì cariche di grado elevatissimo nell'esercito austriaco e perfezionò questo tipo di fortificazioni nella piazzaforte di Linz e a Brescello sul Po.

Di tutto il sistema, già progettato dai francesi, del quale restano alcuni disegni e poche tracce sul terreno, resta il Ridotto di S. Erasmo nuovo all'estremità dell'isola verso nord, a Punta Vela. Si tratta di una lunetta in terra con fossato acqueo difesa da un muro alla Carnot. All'interno esiste ancora la casamatta a pianta trilobata, collegata al muro e all'ingresso. Esistevano ancora un deposito di munizioni ed una cisterna. Ciò che esiste ancora è molto degradato, ma recuperabile ed è dato in uso ad un contadino della zona per uso di deposito agricolo. Sul Ridotto S. Erasmo Vecchio e sulla Battria S. Erasmo, di cui rimangono tracce delle opere in terra, sono state costruite poi due torri telemetriche, oggi abbandonate e pressoché distrutte.

Alcuni disegni francesi degli inizi del secolo scorso mostrano l'intenzione di costruire un grande forte a pianta stellare, bastionato, del tipo di forte Marghera, con grandi opere esterne proprio al centro dell'isola. Doveva essere localizzato, dai disegni, in due diverse località alternative.

8) IL LAZZARETTO NUOVO

È una delle molte isole lagunari espropriate in epoca napoleonica e adibite ad impianto militare di deposito, casermaggio e polveriera.

L'isola, esistente già nel XI secolo, viene trasformata in un Lazzaretto nel 1468 per decisione della Repubblica; in seguito le occupazioni francesi e austriache trasformeranno l'impianto originario che tuttora risulta assai modificato rispetto al luogo della quarantena.

lazzga.jpg (21172 bytes)Rimangono le mura di cinta (più volte rimaneggiate), il "Teson Grande" a tre navate con pilastri in mattoni e muro perimetrale un tempo aperto ad archeggiature continue, poi murate dagli austriaci per trasformarlo in deposito militare; i due "torresini da polvere", situati dentro recinti murati, uno completamente restaurato e l'altro in attesa di completamento, del secolo XVI. Le altre opere minori sono del XIX e XX secolo.

Caratteristica dell'isola è la presenza, nel suo intorno, di una fascia di terreno praticabile e boscato che permette una bella passeggiata naturalistica.

Per la vicinanza al centro storico e al Lido è possibile un suo riuso mirato a un turismo culturale e stanziale utilizzando strutture già esistenti.

In appendice itinerante a questo itinerario principale, altri itinerari lagunari minori, culturali e naturalistici, possono essere attivati. Da Forte S. Nicolò, lungo il Lido per i Forti ancora esistenti (e da restaurare) di Ca' Bianca, Terre Perse, Malamocco, S. Leonardo, Alberoni e Ridotto Rizzardi.

Da S. Andrea, alle Vignole e al futuro parco - e rovine - della Certosa.

Lungo l'isola di S. Erasmo, e per acqua fino al Ridotto di Crevan e al Forte di Mazzorbo; e a Burano, Torcello e S. Francesco del Deserto. Da Forte Treporti al Forte o Batteria Amalfi; ed altre fino al Cavallino, o per le antiche valli di pesca.

Ecc. ecc. ecc., a piedi, in barca, in bicicletta e a cavallo, attraverso la Laguna di Venezia; dove Hermann Hesse, in un suo soggiorno lagunare, tra il 1901 e il 1903, assieme alla comprensione dei colori della grande pittura veneziana, ha cominciato "a capire senza sforzo... I'arte incantevole del perfetto far niente ".

L'unico luogo al mondo dove questo sia ancora possibile.

E necessario!


Le piante sono tratte da una pubblicazione dello Stato Maggiore austriaco, datata Vienna 1900: Fortificatorische Detailbeschreibung von Yenedig - Mestre (Mit 36 Beilagen), depositata presso il K. U.K Generalstab - Landesbeschreibungs Archiv, quattordici anni prima della la Guerra mondiale e trentaquattro dopo l'annessione italiana del Lombardo Veneto, che fornisce il quadro completo di tutto il sistema fortificato lagunare e di terraferma. Si tratta di una carta a colori alla scala 1:50.000, di altre carte logistiche minori e di 36 tavolette illustranti piante e sezioni di tutti i forti allora esistenti, tutto questo è allegato ad un manuale di campagna ad uso degli ufficiali, con la descrizione completa delle opere, dei servizi e dell'armamento.

Estratto da: "1I Parco Archeologico Urbano Marittimo delle Fortificazioni Militari del Porto di Lido, Laguna Nord di Venezia - Sec. XIV-XX" di Giovanni Battista Stefinlongo, Maria Cristina Vecchi, Andrea Venturini, dell'I.U.A.V. di Venezia.

Sta in "Scienza e Beni Culturali - XI1.1996 - Dal Sito Archeologico all'Archeologia del Costruito. conoscenza, Progetto, e Conservazione" Atti del Convegno di Studi. Bressanone 3-6 Luglio 1996. Con tre poster illustrativi (cm 60X84).

Riduzione a cura di Angela Cazzoli e Micaela Ponti Sgargi.

ARCHEOVENEZIA

Trimestrale di informazione culturale A cura deIl'Archeoclub d'ltalia sede di Venezia
Pubblicazione riservata ai Soci dell'Archeoclub
Sede: 30121 VENEZIA Cannaregio 1376 A tel. 715365-722064-613846
Anno Vll, n. 2-3, giugno 1997
Aut. Tribunale di Venezia n. 1050 del 25/2/1991
Tiratura di questo numero copie 3000
Stampa: Tipografia Luigi Salvagno - Venezia
Direttore Responsabile: Donato Belgioioso
Direttore: Gerolamo Fazzini

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