LUIGI CONTON
PRIMO ALLIEVO DELL'ASTORI
"In un melanconico pomeriggio dell'ottobre 1882 entrai, accompagnato da mio padre che guidava una carretta trainata da un asino, nel cortile del nuovissimo Collegio Salesiano di Mogliano. Non vi era alcun allievo: io ero il primo. Solo qualche giardiniere badava alle aiuole..."
Sono parole di Luigi Conton, primo alunno del Collegio Astori, uomo che pochi moglianesi conoscono e che fu geniale studioso di archeologia, di arte ceramica, nonchè provetto insegnante.
Luigi Conton, figlio di Bortolo e Giuditta Zago, nasce il 31 ottobre 1866 a Gambarare di Mira. L'infanzia di Luigi non è facile: il padre, modesto artigiano, fatica a mantenere il figlio agli studi. Ma vista l'intelligenza non comune del piccolo Luigi, le sorelle Fossati, nobili della zona, aiutano Bortolo Conton e finanziano gli studi di Luigi.
E' così che il Nostro frequenta dapprima il Collegio di Mogliano, indi si trasferisce a Venezia presso l'Istituto Cavanis per poi ottenere la licenza liceale al R. L. Marco Foscarini.
Assunto come istitutore presso lo stesso Convitto Foscarini, Conton prosegue gli studi. A Padova infatti, dopo qualche anno, si laurea in lettere e filosofia col massimo dei voti.
Siamo dunque nel 1894 e per il prof. Conton inizia la lunga carriera di insegnante. Dapprima accetta una cattedra a Mazara del Vallo, poi viene trasferito a San Severino Marche, indi a Veroli, nel Lazio, dove con un lungo lavoro di ricerca scoprirà il più antico vocabolario italiano "La fabbrica del mondo" di Francesco Alunno, edito in Venezia nel 1546.
Ancora, viene trasferito a Mortara,
presso Pavia, poi ad Adria,
infine, nel 1905, ritorna al Marco
Foscarini di Venezia dove insegnerà ininterrottamente per trent'anni.
Parimenti affascinato, oltre che dall'insegnamento, dall'archeologia, Conton sfrutta i suoi trasferimenti per studiare i siti archeologici della zona: a Mazara esamina le antiche rovine di Selinunte, ad Adria compie ricerche sulle antiche necropoli pubblicando una serie di studi che gli varranno, nel 1908, l'incarico di dirigere i due piccoli musei di Torcello.
Ma la permanenza a Venezia ed il diretto contatto lagunare invogliano il Conton allo studio dei margini ed in particolare della zona di Altino a nord e di Lova ad ovest.
Si interessa anche dell'antica Jesolo; approfondisce gli studi su Torcello e proprio su quest'isola pubblica una monografia nel 1927 che ancora oggi è una delle più note e complete per la profonda correttezza storica. Contemporaneamente inizia per Conton la passione dell'arte ceramica, passione che gli occuperà tutto il suo tempo e che sfocerà, dopo una serie di brevi studi, in una pubblicazione del 1940 "Le antiche ceramiche veneziane scoperte in laguna", opera che darà al prof. Conton un posto d'onore tra gli studiosi dell'arte figulina di tutto il mondo. Allontanatosi a causa della guerra da Venezia nel 1940, Luigi Conton muore nel 1954, all'età di 88 anni.
Come poco prima scrivevo, l'opera del Conton che è senz'altro più conosciuta è lo studio sulle ceramiche veneziane.
Egli scrive che questa passione gli venne per puro caso: "Stavo esaminando i margini lagunari assieme a mia figlia Egle alla ricerca delle antichità che l'acqua riporta alla luce, quando sentii mia figlia gridare di gioia: dalla nera fanghiglia aveva tratto un coccio raffigurante un delicatissimo profilo muliebre".
Era l'inizio: Luigi Conton si butta a capofitto nello studio. Egli scopre che al Museo Correr di Venezia non esiste alcuna opera di arte ceramica e che l'opinione di tutti gli studiosi è che le prime fornaci di Venezia fossero operanti nel 1545. Convinto dell'errore di questa affermazione, ritorna alla ricerca di cocci: sarà una ricerca affascinante che lo impegnerà nel suo tempo libero. "Partiva - mi raccontava la Sig.ra Egle, figlia del prof. Conton, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente, - armato di due o tre sacche che mamma gli aveva appositamente fatto; prendeva il battello per Fusina, li si faceva traghettare da amici sull'Argine S. Marco (che oggi non esiste più a causa del Canale dei Petroli) dove un'infinità di cocci di ogni epoca affioravano dal fango. Bastava un bastoncino per riuscire a togliere dalla terra bellissime figure graffite, vasi quasi interi, stoviglie finemente lavorate".
Una passione che impegna il prof. Conton in continuazione dandogli la prova che l'arte figulina esisteva a Venezia molto prima del '500: trova infatti stoviglie chiaramente trecentesche fuse, al momento della cottura assieme ai treppiedi divisori, segno che in loco doveva esistere una fornace e quella ne era la discarica!
Inizia così una serie di rapporti epistolari con studiosi ceramici a livello mondiale per confrontare le sue teorie. Non c'è dubbio: il prof. Conton dà alle stampe la sua scoperta: come per Faenza, Deruta, Gubbio, anche in Venezia l'attività figulina inizia nel '200.
Quindi l'uscita di "Le antiche ceramiche veneziane scoperte in laguna" dove egli illustra i suoi ritrovamenti ed espone le sue teorie, è il momento di gloria per il prof. Conton: tutto il mondo parla, attraverso le riviste specializzate, di quest'uomo che con umiltà e fede è riuscito a scoprire quello che agli occhi di altri era sempre passato inosservato.
Siamo nel 1940: trascinata dagli eventi mondiali, l'Italia entra in guerra. Il prof. Conton, assieme alla moglie e alle cinque figlie lascia Venezia e va ad abitare a Camponogara. Qui egli trascorre gli ultimi anni della sua vita, in continuo studio ed ammirazione dei pezzi ritrovati e con la nostalgia della sua laguna e delle sue escursioni archeologiche.
Oggi, a oltre quarant'anni dalla morte, il prof. Conton ha un nuovo momento di gloria: lo Stato, riconoscendone il valore storico-artistico, ha acquistato la sua collezione che è esposta alla Galleria Franchetti di Venezia; il libro di Conton sulle ceramiche è stato ristampato in edizione originale e tradotto in inglese; la passione archeologica ha coinvolto numerose persone e prodotto interessanti corsi sulla materia. Vorrei sperare che ciò non fosse un fatto momentaneo, frutto dell'attuale moda archeologica. La memoria e lo studio del prof. Conton deve servire a noi tutti per capire come ci si deve avvicinare alle cose antiche, con passione, soprattutto con umiltà e, sia detto senza retorica, con sacrificio ed abnegazione, doti proprie di quest'uomo che Mogliano ha avuto l'onore di avere, primo allievo, nel suo Collegio.
Enzo Bon
Tratto da: "Personaggi Moglianesi", Arcari Editore, 1997
Principali opere pubblicate dal prof. Conton: