|
Protezione civile e beni culturali |
Ripetuti tragici avvenimenti - anche recenti come l'alluvione in Piemonte - sottopongono alla massima attenzione delle istituzioni pubbliche del nostro Paese il problema di un efficace servizio di protezione civile.
Dotarsi di un simile strumento, infatti, che possieda i caratteri dell'efficienza e della tempestività d'intervento, è condizione imprescindibile di sicurezza per un intero territorio e soprattutto per i suoi centri abitati.
Certo, l'opera di prevenzione - quindi di rispetto del territorio e di un suo uso più che assennato - è essenziale e costituisce momento centrale (e qualificante) dell'azione strategica centrale e locale. Ma, per le peculiarità geologiche italiane e per l'incuria del passato, è altresì ineliminabile la predisposizione di misure atte a contenere, con la massima rapidità e professionalità, ogni eventuale fenomeno disastroso che si abbatta sull'ambiente naturale e sulla popolazione.
Venezia, poi, è particolarissima, come ognuno sa.
|
 |
La sua collocazione in sito lagunare, il transito della marea e l'assoggettamento alla violenza del mare, la fragilità del contesto e naturale e artefatto, sono tutti elementi che contribuiscono a definire la straordinaria unicità, ma anche il grande bisogno di cura.
In questa situazione, proporre un corso di protezione civile e conservazione del patrimonio monumentale mi sembra più che opportuno e degno del migliore sostegno. Prendere coscienza della precarietà del tessuto urbano, della sua esposizione al pericolo e responsabilizzarsi adeguatamente rispetto alla sua slavagurdia, è imperativo di assoluta priorità cui l'Amministrazione Comunale da me presieduta non intende sottrarsi, anzi. Questa iniziativa dimostra che stiamo muovendoci con sensibilità e miratamente.
Il voto, ma megio sarebbe dire: l'impegno, è che a questo primo passo molti altri seguano, in modo da costruire una rete di informazioni e di possibilità di intervento organica e di immediata pratica utilità.
Massimo Cacciari, Sindaco di Venezia |
|
Poche cose sono davvero patrimonio di tutti come i beni culturali. Essi ci sono lasciati in eredità dall'intera nostra città e sono, perciò, a tutti gli effetti, memoria e presenza, segno e anima di tutte le generazioni che ci hanno preceduto. E tuttavia, spesso, tali beni preziosissimi e struggentemente nostri vengono dimenticati, tenuti fuori dalle cure comuni e perfino dal nostro stesso sguardo (nel duplice senso, ahinoi, che non vengono visti, apprezzati, e che non vengono adeguatamente vigilati e tutelati).
Il corso per volontari che qui presentiamo, sulla scorta di esperienze utilissime e incoraggianti già realizzate, tende a preparare i cittadini alla salvaguardia attiva di questi beni. Tende, cioè, a rendere la comunità più consapevole del patrimonio che possiede e della storia da cui proviene, una storia straordinaria e straordinariamente impegnativa per chi vuol esserne all'altezza oggi.
Gianfranco Bettin, Assessore alla Protezione Civile del Comune di Venezia
|
|
I Beni culturali sono arte, bellezza, continuità di vita e di pensiero, sono un patrimonio sterminato, immenso, che la storia ci ha lasciato, un patrimonio che è anche ricchezza perchè con il turismo, costituisce una delle principali risorse del nostro Paese.
Ciò vale soprattutto per Venezia, città d'arte per eccellenza, straordinaria e fragilissima, dove ogni pietra è un elemento insostituibile di arredo e di scenografia monumentale.
Promuovere azioni di tutela nei confronti di questo patrimonio è dunque, certamente, nell'interesse di tutti. E, certamente, tutti, qualora imparassimo a conoscere il valore e il significato di quanto sta attorno a noi, vorremmo collaborare e dare una mano in situazioni di emergenza.
Ma cosa è possibile fare? Come può il semplice cittadino, pur consapevole delle necessità di un pronto intervento, partecipare utilmente al "salvataggio" del patrimonio storico/artistico in caso di calamità?
Il Corso, proposto per iniziativa del Servizio di Protezione Civile del Comune di Venezia, partendo da un punto di vista originale e insolito in tema di Beni culturali, consentirà di conoscere alcune esperienze "storiche" compiute dai volontari, di verificare il punto di vista dei responsabili della cosa pubblica (Soprintendenze, Vigili del fuoco, Curia Patriarcale, Direzioni di Biblioteche e Musei) sulle situazioni attualmente più "a rischio" a Venezia, ed infine permetterà di conoscere il parere di tecnici e restauratori su ipotesi di possibili interventi
L'importante (su questo si è tutti d'accordo) sarebbe poter prevenire o prevedere, organizzativamente e concretamente, le situazioni di emergenza.
Ma, per altri versi, considerate certe realtà attuali di abbandono e di degrado (dalle isole della laguna alle sculture esterne disseminate per la città, dal patrimonio archeologico sommerso alla sicurezza delle Chiese), non siamo già, ora, di fronte all'emergenza a Venezia in tema di Beni culturali?
Gerolamo Fazzini, Presidente Archeoclub d'Italia, Sede di Venezia
|
|
|