trimestrale di informazione culturale
Archeoclub d'Italia - sede di Venezia
Anno VIII, n. 1-2, marzo/giugno 1998
La Torre Massimiliana a S. Erasmo
Il Forte di S. Erasmo o Forte Massimiliano, detto anche, nella toponomastica più corrente, "Torre Massimiliana", sulla punta di sud-ovest dell'isola di S. Erasmo di fronte al porto del Lido, è un'opera fortificatoria ottocentesca del tutto anomala nel variegato panorama delle fortificazioni militari della Piazzaforte Marittima a Forti Staccati della laguna di Venezia.
Ricordiamo che fino al 1797, cioè fino alla caduta della Repubblica di Venezia, il sistema difensivo lagunare era costituito da un numero abbastanza esiguo di fortificazioni poste a controllo delle bocche portuali,
vale a dire dai Forti di S. Nicolò e di S. Andrea all'ingresso del bacino di S. Marco e, nella laguna sud, dai Forti (completati dagli Ottagoni) degli Alberoni, di S. Pietro, di S. Felice, di Brondolo e di S. Michele, mentre praticamente nessuna difesa era posta verso la gronda lagunare, ad eccezione del castello di Mestre, essendo Venezia difesa nell'entroterra dalle città che dal XIV secolo a lei avevano fatto atto di dedizione.
Fu a partire dal 1797, prima ad opera degli occupanti francesi e austriaci (fino al 1866) e quindi ad opera dell'esercito italiano (fino al 1945), che avvenne la militarizzazione della Laguna e l'istituzione in essa della Piazzaforte Marittima a Forti Staccati (la più grande piazzaforte militare che l'Italia abbia mai avuto, assieme al quadrilatero di Verona - Peschiera e alla piazzaforte di Roma) con comandi militari e caserme in ogni convento soppresso della città e in quasi tutte le isole, fino a raggiungere alla fine del 1945, poco meno di un centinaio di punti fortificati e presidiati in laguna.
In questa fase "moderna", successiva al 1797, con il potenziamento costante e progressivo di tutto il sistema difensivo e con il rafforzamento in particolare delle difese militari del porto di Lido, si realizza anche la fortificazione del litorale di S. Erasmo.
Il Porto di Lido
Per comprendere le ragioni di ordine militare che hanno portato alla fortificazione dell'isola di S. Erasmo e alla costruzione della Torre Massimiliana, occorre rifarsi alla situazione morfologica della bocca di Porto di Lido o dei Tre Porti ad una data precedente alla modificazione del porto stesso con la costruzione delle dighe foranee, compiuta nel decennio 1880-1890, dopo il plebiscito del 1866, nel quadro della riconversione commerciale-industriale della portualità e dell'economia veneziana di quel periodo.
Le dighe foranee del Porto di Lido, realizzate secondo il progetto degli ing. Mati e Contin del 1873 (diga sud ml 2730, diga nord ml 3340), hanno unificato le bocche portuali portando in pratica alla situazione attuale. Le carte dell'epoca, invece, mostrano con grande chiarezza come l'Isola di S. Erasmo fosse null'altro che uno del "lidi" naturali posti a sbarramento e formazione della Laguna di Venezia, a difesa della stessa e del Centro Storico; solo un po' più arretrato degli altri, per una lunghezza fronte mare di circa quattro km.
Tale linea arretrata, le cui tracce dunose-sabbiose sono ancora ben visibili in loco, aveva generato appunto il Porto dei Tre Porti, nelle tre direzioni verso il Bacino di S. Marco, verso Murano e verso la Laguna nord.
Documenti e disegni dal sec. XVI in poi mostrano l'importanza del Porto di Lido e dell'Isola di S. Erasmo per la vita di Venezia e la dovizia dei sistemi di difesa militare e marittima a mezzo di palificazioni, mede, fari e ancoraggi in legno con cui tale difesa e tutela veniva realizzata; la cartografia moderna (per es. la Carta della Laguna del Genio Civile, 1897-1901) mostra le modificazioni successive alla costruzione delle dighe foranee, in particolare - per il Porto di Lido - la persistenza del "Bacan", che è il resto dell'antica spiaggia di S. Erasmo.
Le fortificazioni più antiche
Una prima documentazione di una fortificazione a S. Erasmo di fronte al porto di Lido nell'area dell'attuale Torre Massimiliana appare nell' ATLAS 184 nella Biblioteca del "Service Historique de l'Armée de Terre", Chateau de Vincennes - Paris 1808, dove (scheda n° 55) è rappresentata la punta estrema sud dell'isola di S. Erasmo, verso il porto di Lido, e su essa un piccolo edificio rettangolare, entro una fortificazione bastionata poligonale irregolare, circondata da un ampio fossato, il tutto posto sulla linea di spiaggia. Altre schede (n° 26, 54, 56) illustrano, con maggiore precisione grafica, il Ridotto della Punta di S. Erasmo e le fortificazioni della cosiddetta "Testa di Ponte" di S. Erasmo - Lazzaretto Nuovo.
Questa "Testa di Ponte", mappata nel Catasto napoleonico del 1808, si estendeva lungo tutta la intestatura a sud dell'isola rivolta verso Venezia e il Porto di Lido, lungo quella che oggi è la Strada dei Forti, avendo all'estremo opposto, a nord dell'isola, a cavallo dell'imboccatura del Canale di S. Erasmo o canale Passaora, verso S. Francesco del Deserto, una serie di fortificazioni bastionate in terra, pietra e probabilmente con palificate, oggi del tutto scomparse; di esse restano solo alcuni muri a secco in pietra d'Istria, sulla prospiciente isola del Lazzaretto Nuovo e alcuni disegni dello S.H.A.T. di Parigi.
La Torre Massimiliana
La Torre Massimiliana, costruita dagli Austriaci tra il 1843 e il 1844, sorge sul sedime del precedente Forte di S. Erasmo costruito dai francesi (1811-14). Circondata da un fossato acqueo e da un argine con impianto poligonale irregolare, difendeva la parte meridionale del litorale di Sant'Erasmo prendendo d'infilata la bocca di Porto di Lido.
A circa due chilometri a nord (1859-64) fu costruita la "Batteria S. Erasmo": opera a tracciato poligonale simmetrico, simile alla "Batteria Santa Maria Elisabetta" del Lido, con il compito di difendere il litorale di Sant'Erasmo e battere il porto di Treporti.
Precedentemente, nel 1832-33, all'estremità di nord/est di s. Erasmo, sul tracciato delle precedenti fortificazioni francesi del 1811-14, erano stati costruiti i due Blockaus o "Ridotti Sant'Erasmo nuovo e vecchio" con lunette di terra circondate da fossato acqueo.
Tutto ciò costituiva il sistema difensivo del litorale di S. Erasmo di fronte alla Bocca di Porto di Lido, in appoggio al forte veneziano di s. Andrea, alle fortificazioni delle Vignole e del Lazzaretto Nuovo e al Forte austriaco di Treporti (1846/48; 1850/56) a completamento - su larga scala territoriale - della citata Testa di Ponte di S. Erasmo - Lazzaretto Nuovo. Di tutte queste opere di difesa di S. Erasmo oggi rimane solo la Torre e il blockaus trilobato di S. Erasmo Nuovo in località Punta Vela. Tombati i fossati e spianati gli spalti in terra, abbattute le opere murarie, al posto delle antiche fortificazioni sono state costruite (tra il 1914 e il 1945) tre torri telemetriche, entro gli antichi tracciati appena leggibili sul terreno e riconoscibili per alcuni cippi militari. Ma anche queste opere sono oggi in stato di abbandono e fortemente degradate, benché dopo il 1945 siano state alienate a privati, per lo più agricoltori della zona che le usano come luoghi di deposito e di servizio.
Le torri di difesa
La Torre Massimiliana è un'opera difensiva costruita per l'uso, singolare ed eterodosso, delle artiglierie in barbetta.
Per spiegarne la forma a corona circolare che consente l'osservazione e il tiro concentrato a giro di orizzonte, si richiamano di solito alla memoria le Torri Martello - circolari - poste a guardia, in epoca medioevale, della costa inglese sulla Manica. Ma non c'è bisogno di andare ad esempi così lontani nel tempo e nello spazio. La costa adriatica, e tutte le coste italiane sono piene di torri di guardia e di avvistamento a pianta quadrata, rettangolare o circolare. Si sa che la prima cintura difensiva del nascente Stato veneziano era costituita da torri di guardia - quadrate - poste ai bordi della Laguna, oltre le acque lagunari e le barene che sono sempre state la difesa, anche militare, della Repubblica.
Ruderi di queste torri - purtroppo anch'essi soggetti ad una colpevole ed incivile incuria - sono a nord presso Jesolo la Torre del Caligo e a sud presso Brondolo la Torre delle Bebbe. Ma altre torri figurano nella cospicua cartografia e iconografia lagunare più antica: a Marghera, a Mestre, presso Fusina, al Castello della Luppa, poi Forte San felice a Chioggia; in città alla Punta della salute, numerose intorno alle mura dell'Arsenale.
La torre quadrata entro la Fortezza di S. Nicolò è stata demolita nei primi anni del XIX secolo.
In una bella mappa dell'Isola di S. Erasmo, già Lido della Mercede, disegnata da Domenico Gallo (1552) si mostra, pura coincidenza, una torre cilindrica su base tronco-conica, avanzata verso la linea di spiaggia e posta a circa un terzo del fronte dell'isola, localizzata pressapoco all'altezza di quella che sarà la Batteria S. Erasmo, citata. Della torre non rimane più traccia; probabilmente è stata demolita quando, tra il 1811 -'14, sono state costruite le prime fortificazioni francesi.
La presenza della torre medioevale testimonia comunque dell'importanza militare dell'isola di S. Erasmo fin da prima del XVI secolo.
I governi che si sono succeduti dopo la caduta della Repubblica, dal 1797, francese, austriaco, italiano, hanno ben recepito tale evidente importanza, almeno fino al 1870-80, e poi per la difesa della Piazzaforte Marittima fino al 1946. Ciò è reso evidente anche da altri disegni del S.H.A.T. di Parigi che presentano anche una serie di progetti di grandi Forti bastionati, sul tipo del forte di Marghera, al centro dell'isola di S. Erasmo e verso nord, all'interno di un sistema fortificatorio mai realizzato proprio per le mutate condizioni morfologiche e, conseguentemente, strategiche del Porto di Lido.
L'arciduca Massimiliano
La Torre Massimiliana è la maggiore testimonianza storico-architettonica e - purtroppo - ruderale/archeologica - di tutto questo sistema fortificatorio. Essa prende il nome dall'inventore di questo particolare tipo di fortificazione, l'arciduca Massimiliano Giuseppe d'Austria - Este (1782-1863), nato a Milano, terzogenito del governatore della Lombardia e duca di Modena (1803-1806) arciduca Ferdinando. Nel 1808 è luogotenente del Direttore Generale d'Artiglieria a Vienna. Nel 1821 promuove l'istituzione dell'Accademia Nobile Militare Estense a Modena; tra il 1820 e il 1827 coordina lo studio sperimentale per un nuovo sistema di fortificazioni a tracciato circolare. Massimiliano elabora un piano difensivo per tutte le città dell'Impero, compreso il Lombardo-Veneto, a forti staccati. con un unico modello di fortificazione a tracciato circolare e sperimenta la costruzione di un nuovo affusto per la batteria da 10 cannoni da allestire, in barbetta, sul piano a terrazza di ogni torre. L'affusto ruota su una rotaia circolare in modo da concentrare in un solo punto un grande volume di fuoco. Nel 1831 si da inizio alla costruzione delle torri nel campo trincerato di Linz con uno sviluppo di 18 chilometri e 25 torri casamattate circolari. Tra il '32 e il '35 tutte le fortificazioni di Linz sono ultimate e costituiscono un evento di grande risonanza in Europa.
Il fratello di Massimiliano, Francesco IV, duca di Modena visita il campo trincerato di Linz e decide la costruzione di un campo trincerato a Brescello, sul Po, e tra il 1834 e il 1836 vi costituisce 4 torri massimiliane, poi demolite dopo l'unità d'Italia.
La Torre Massimiliana di s. Erasmo ricalca il modello delle torri di Linz e si trova così ad essere l'unico esempio di questo tipo, superstite, in Italia, fatte salve alcune variazioni dovute all'ambiente lagunare, quali le dimensioni ridotte rispetto al modello, la torre centrale nel cortile interno sostituita da una scala elicoidale incastrata nella corona muraria interna, la mancanza del vallo perimetrale sul muro esterno sostituito dal fossato e dagli spalti più esterni che rimodella il tracciato di epoca napoleonica, la conseguente mancanza del piano interrato nel fossato e del ponte levatoio, l'esistenza di una sola corona di vani trapezoidali radiali coperti con volta a botte e la cisterna posta all'esterno della Torre.
La Torre Massimiliana di S. Erasmo ha un diametro esterno di circa ml. 28,50, un diametro interno di circa ml. 8,50 e un'altezza sul terrapieno di ml. 11,00; il piano di campagna da cui si accede all'interno è a ml. 0,95 sul Comune marino. Alcune opere accessorie quali la cisterna, il magazzino delle munizioni e alcune postazioni d'artiglieria sono poste all'esterno entro il canale ed i terrapieni perimetrali. La muratura perimetrale costituente la canna a corona circolare ha uno spessore maggiore per i tre quarti della circonferenza sul lato verso il mare. La pianta è divisa da muri in otto vani trapezoidali.
Situazione attuale
La Torre Massimiliana si trova oggi in un deplorevole stato di degrado; non meno di altre fortificazioni in Laguna dopo le dismissioni e l'abbandono alla fine degli anni '70.
Impiegata come batteria contraerea durante la seconda guerra mondiale, occupata dalle truppe tedesche dopo il 1943, alla fine della guerra nell'aprile '45 è stata molto danneggiata nel tentativo - soltanto in parte riuscito - di farla saltare da parte degli occupanti in fuga.
Nell'immediato dopoguerra è stata usata come alloggio da una quindicina di famiglie di sfollati.
Attualmente il terreno del forte è dato in concessione ad un ortolano che vi coltiva i pregiati ortaggi tipici di S. Erasmo e che fruisce anche di una limitata disponibilità di locali al piano terra.
I maggiori elementi di degrado sono costituiti dalla vegetazione spontanea invasiva che è cresciuta intorno al perimetro di base, sul terrapieno sovrastante e sulle opere accessorie esterne.
Per quanto riguarda l'edificio proprio della Torre, in precarie condizioni di stabilità appaiono i solai in c.a. che hanno sostituito gli originali solai in legno, ad opera dei militari di presidio. In buone condizioni e di particolare pregio architettonico è la scala a chiocciola in pietra d'Istria addossata al muro circolare interno.
Appare molto degradato con ampie perdite di materiale laterizio e numerose fessurazioni il singolare rivestimento che, con uno spessore di muratura a due teste (cm 26/30 ca.) riveste esternamente tutto il cilindro della torre; probabile artificio tecnico/bellico per avere una superficie di sacrificio rapidamente ricostruibile.
Molto deformati e danneggiati nel loro disegno originale sono i fori delle cannoniere, le feritoie e i fori per porte e finestre originali o aperti successivamente, contornati un tempo da forti spalle e architravi in pietra d'Istria, che dopo l'abbandono della Torre sono stati in gran parte divelti. Il cortile circolare interno è riempito di terra di riporto fino all'altezza del primo piano, che ottunde tutti i fori del p.t. e l'accesso alla scala a chiocciola, accessibile ora solo dall'interno.
Va lamentato inoltre l'interramento del fossato/canale sul fronte verso la laguna.
Nel complesso il Forte e la Torre, per il valore storico e formale, per l'importanza e massività della struttura, per la singolarità del luogo e dell'ambiente lagunare circostante, appare, doverosamente, recuperabile, ma soltanto attraverso un consistente restauro filologico, storico, architettonico e ambientale, per la destinazione principale a museo di se stesso e per destinazioni d'uso accessorie che siano conformi e non incongrue rispetto alle caratteristiche proprie del manufatto.
Attualmente il Forte o Torre Massimiliana appartiene al Ministero delle Finanze (Demanio Statale) e al suo recupero sono interessate alcune associazioni locali che hanno avanzato richiesta di concessione:
l'Associazione di Volontariato "Torre Massimiliana", l'Associazione Kajak S. Erasmo, l'Associazione "l'isola e la città", l'Ekos club, l'Archeoclub d'Italia, sede di Venezia.
I Campi di lavoro
La sede Archeoclub di Venezia ha recentemente organizzato, nella settimana 16-23 aprile '98, un primo campo di lavoro, al quale altri seguiranno, per dare un concreto contributo per il recupero della Torre e con lo scopo anche di "smuovere le acque" rispetto all'opinione pubblica. e alle autorità responsabili.
Al campo hanno partecipato una ventina di soci provenienti da varie sedi Archeoclub d'Italia, studenti universitari di archeologia e architettura. I lavori sono consistiti in una preliminare ripulitura delle cannoniere al p.t. e al I° p. con la rimozione delle macerie e il recupero dei materiali edilizi (laterizi e lapidei) per un futuro riuso in fase di restauro; nella parziale rimozione della terra accumulatasi all'interno del cortile; nella rimozione di parte della vegetazione invasiva nel cortile, nel terrapieno superiore e alla base della Torre.
L'intervento è stato attuato con l'autorizzazione del Ministero delle Finanze - Dipartimento per il Territorio di Venezia, con il patrocinio del Comune di Venezia e in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Venezia e la Soprintendenza per l'Archeologia del Veneto - Centro Operativo Archeologia Lagunare.

Questo numero di Archeo Venezia è tratto dal testo della comunicazione Dalla Torre Massimiliana al "Ridotto" Austriaco nel Forte di S. Nicolò - Sulla Bocca del Porto di Lido a Venezia (prof. dott. Arch. G. B. Stefinlongo) presentata all'Incontro di Studi di Architettura e Cultura Urbana - Progetti Integrati per le Antiche Fortificazioni costiere, (Archeoclub d'Italia, La Spezia - Porto Venere, 16-17 maggio 1998).